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DataMountain2.0

ultimo aggiornamento di mercoledì 14 settembre 2016 13:00


POR FESR LAZIO 2007-2013

Asse I - "Ricerca, innovazione e rafforzamento della base produttiva"; Obiettivo operativo 4) - "Favorire una crescita del sistema produttivo attraverso lo sviluppo inclusivo e sostenibile della società dell’informazione"; Attività 7 - "Sviluppo di applicazioni, prodotti, processi, contenuti e servizi ICT".

 

La Comunità Montana dei Castelli Romani e Prenestini, unione di 13 comuni montani, con una popolazione di circa 173.000 abitanti, ha marcato in questi anni la sua iniziativa, caratterizzando il suo ruolo come soggetto di corporate governance, che sceglie ed utilizza gli strumenti e le opportunità più diverse per acquisire risorse a favore del territorio, gestire processi di coesione territoriale, offrire opportunità di finanziamento alle imprese, migliorare le perfomances di servizi comunali nel settore culturale turistico ed agroalimentare, promuovere le gestioni associate nell’ottica del risparmio di risorse, migliorando la qualità dei servizi all’interno dell’area.

Il ritorno per ogni singolo comune in termini di risorse, di servizi, di attività, di prestazioni, di opportunità per i soggetti pubblici e privati è stata sicuramente maggiore rispetto al concorso finanziario messo in campo. Inoltre, le singole amministrazioni sono state lasciate libere di scegliere, autonomamente, a quali servizi associati aderire e quali iniziative attivare per il proprio comune. Da questa impostazione è venuto fuori un articolato e complesso sistema territoriale, nel quale si intrecciano, con geografia variabile, reti di servizi, progetti d’area, programmi di sviluppo e iniziative condivise, che permettono a tutte le amministrazioni di scegliere tempi, modalità e spessore delle partecipazioni.

La comunità montana, sulla base del quadro socio-economico locale, ha considerato strategico lo sviluppo di applicazioni, prodotti e processi che favoriscano la crescita di tutto il sistema, attraverso lo scambio delle informazioni e dei dati disponibili nei settori turistico culturali ed agroalimentari. I dati detenuti dalle Pubbliche Amministrazioni, infatti, rappresentano un patrimonio dall’enorme potenziale sia in termini economici che culturali e proprio per questo stanno acquisendo un'importanza sempre crescente; grazie all'uso delle tecnologie info-telematiche è possibile utilizzare tali informazioni per rendere l'Amministrazione più trasparente ed erogare servizi ancor più efficienti.

In passato questi dati rimanevano relegati nell’ambito dei procedimenti amministrativi per i quali erano stati formati, e l’accesso ad essi da parte dei cittadini era vincolato a livello normativo dal riconoscimento formale di un bisogno esplicito. Nel corso degli ultimi anni, invece, si sta affermando a livello comunitario la tendenza a rendere queste informazioni conoscibili anche ad altri soggetti, siano essi soggetti terzi o semplici cittadini desiderosi di partecipare attivamente alla vita politica e pubblica, per approfondire la propria conoscenza dell’amministrazione e delle azioni da esse adottate. A tale fenomeno è stato dato il nome di Open Data, ovvero la prassi amministrativa nell'ambito della quale alcune tipologie di dati sono resi liberamente accessibili a tutti sul web, senza restrizioni di copyright, brevetti o altre forme di controllo che ne limitino la riproduzione.

La legislazione vigente (con particolare riferimento a quanto si sta discutendo a livello parlamentare, per l’introduzione della Agenda Digitale Italiana) attribuisce al riutilizzo delle informazioni del settore pubblico un ruolo fondamentale, in quanto la gran mole dei dati pubblici rappresenta un enorme patrimonio in termini di conoscenza, trasparenza e sviluppo. Questi dati, in alcuni casi, sono già disponibili in portali istituzionali o di settore (come il sito del governo o il sito dell’ISTAT), ma presentano spesso una serie di vincoli di tipo tecnico (ad esempio legati al formato utilizzato che ne può limitare le possibilità di raccolta, aggiornamento e condivisione) o giuridico (relativi alla licenza di utilizzo o legati a particolari condizioni per l’esercizio del diritto all’accesso) che ne impediscono o ne limitano il riutilizzo.

Il tutto è stato poi tradotto nel progetto DataMountain 2.0., con la conseguente realizzazione di questo portale web. Il progetto è stato suddiviso in diverse fasi:

  1. Selezione dei dati "strategici" ai fini di una adeguata valorizzazione del patrimonio informativo pubblico e del territorio locale;
  2. Attivazione di una procedura di normalizzazione degli stessi al fine di costruire dataset omogenei e fruibili. I dataset così ottenuti sono stati resi pubblici e sono consultabili nella sezione OpenData di questo portale;
  3. Creazione di un portale web con cui divulgare i dati del territorio e aumentarne la popolarità;
  4. Costruzione di pagine web dedicate alla sponsorizzazione delle bellezze storico-artistico-archeologiche del territorio e di tutti i punti di interesse esistenti;
  5. Realizzazione di una vetrina per la commercializzazione dei prodotti tipici locali.

I risultati attesi permetteranno di individuare i punti forza e le debolezze, consentendo una più facile analisi sulle strategie da adottare per la valorizzazione e il potenziamento delle infrastrutture presenti.